Il dolore cervicale (cervicalgia) è uno dei disturbi muscolo-scheletrici più frequenti nella popolazione adulta. Si manifesta nella regione posteriore del collo e può estendersi a spalle, testa o arti superiori, interferendo con le attività quotidiane e la qualità della vita. Individuarne le cause, affrontarlo in modo adeguato e puntare sulla prevenzione è fondamentale per evitare che il problema diventi cronico.
Cause del dolore cervicale
Le origini della cervicalgia possono essere molteplici e spesso interconnesse. Vediamo cosa includono le cause principali.
1. Cause muscolo-tensive:
sono le più comuni e derivano da tensioni o contratture dei muscoli del collo e delle spalle, spesso legate a:
- postura scorretta (ad esempio lavorare molte ore al computer o guardare il cellulare con la testa piegata in avanti);
- stress psicofisico, che induce contrazioni muscolari involontarie;
- movimenti bruschi o prolungati in posizioni scorrette.
2. Cause articolari e degenerative:
- artrosi cervicale (spondilosi): degenerazione delle articolazioni intervertebrali e dei dischi cervicali, tipica dell’età adulta;
- ernie o protrusioni discali: la compressione delle radici nervose può provocare dolore irradiato alle spalle, alle braccia o alle mani.
3. Traumi:
il colpo di frusta (trauma distorsivo del rachide cervicale) è un evento frequente in seguito a incidenti automobilistici, con dolore, rigidità e, a volte, vertigini.
Altre cause meno frequenti sono: infezioni, malattie reumatiche (es. artrite reumatoide) o alterazioni della colonna possono essere in alcuni casi alla base del disturbo.
Sintomi associati
Oltre al dolore localizzato nella zona cervicale, possono comparire:
- rigidità del collo e limitazione dei movimenti (soprattutto al mattino o dopo essere stati per molto tempo nella stessa posizione);
- dolore irradiato alle spalle, alle scapole o alle braccia;
- formicolii o intorpidimento agli arti superiori (in caso di compressione nervosa);
- mal di testa tensivo, spesso localizzato alla nuca o alle tempie;
- vertigini o senso di instabilità, legati a contratture muscolari che alterano l’equilibrio.
Come prevenire la cervicalgia
Alcuni semplici accorgimenti quotidiani possono ridurre notevolmente il rischio di dolore cervicale. Vediamo quali:
- correggere la postura: mantenere il monitor del computer all’altezza degli occhi e lo schermo dello smartphone più vicino al viso, evitando di piegare troppo la testa;
- se si lavora davanti al PC, ogni 45-60 minuti cambiare posizione, allungare il collo e muovere le spalle;
- esercizio fisico regolare: attività come nuoto, yoga o pilates migliorano elasticità e tono muscolare;
- per dormire scegliere un cuscino né troppo alto né troppo basso, che mantenga il collo in linea con la colonna vertebrale;
- effettuare periodicamente esercizi di mobilità e stretching cervicale, anche pochi minuti al giorno;
- gestire lo stress: tecniche di rilassamento o respirazione possono ridurre le tensioni muscolari.
Come gestire il dolore cervicale?
Il trattamento dipende sempre dalla causa, ma in molti casi la cervicalgia migliora con alcune misure conservative come:
- evitare movimenti bruschi o attività che peggiorano il dolore, senza immobilizzare completamente il collo;
- calore o impacchi caldi aiutano a ridurre le contratture muscolari e a migliorare la circolazione locale;
- analgesici o antinfiammatori (su prescrizione medica) possono alleviare il dolore nelle fasi acute;
- esercizi fisioterapici di stretching, mobilizzazione articolare e rinforzo dei muscoli del collo e delle spalle sono fondamentali.
Se il dolore persiste per più di due settimane, o se compaiono formicolii, perdita di forza o dolore irradiato, è importante rivolgersi a un ortopedico o a un fisiatra per avere una valutazione approfondita. Se necessario lo specialista prescriverà degli accertamenti radiologici, come l’Rx del rachide cervicale.
Il ruolo della radiografia cervicale
La radiografia della colonna cervicale è spesso il primo esame diagnostico richiesto in presenza di dolore persistente o dopo un trauma.
Si tratta di un’indagine semplice, rapida e non invasiva che consente di:
- valutare l’allineamento delle vertebre cervicali;
- individuare segni di artrosi, riduzione degli spazi intervertebrali o osteofiti (le cosiddette “spuntature ossee”);
- rilevare eventuali fratture, deformità o instabilità articolari.
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